C’è qualcosa di profondamente significativo nel gesto semplice di piantare un albero.
Grazie al ricavato del Memorial “Cav. A. Fornaro” del 13 settembre scorso, torneo di calcio per ricordare il Presidente della squadra di calcio, la Fidas Schiaffino ha recentemente abbracciato il progetto del Consorzio Forestale Kilometroverde Parma, cioè quello di creare boschi perenni in tutto il territorio di Parma e provincia.
Lo scorso 1° Aprile, alla presenza di Loredana Casoria, Segretario Generale del Consorzio Forestale KilometroverdeParma e di Stefania Solaro, Agrotenico del medesimo Consorzio, la Fidas Schiaffino, rappresentata da Daniela Frati, Gaetano Fornaro, Cuono De Rosa e Andrea Apolloni, ha messo a dimora nell’area di viale Du Tillot a Parma 40 arbusti, che uniti a quelli donati da altri enti, hanno formato un bosco di 200 alberi. Un numero importante, che però racconta solo in parte il valore dell’iniziativa. Ogni albero messo a dimora è un gesto di fiducia nel futuro, un investimento silenzioso ma potente.
In un tempo in cui spesso si parla di ambiente in termini astratti, esperienze come questa restituiscono concretezza e responsabilità. Piantare un albero significa prendersi cura, lasciare un segno positivo, contribuire a qualcosa che cresce lentamente ma con forza.
Il progetto è ampio e ambizioso. Il terreno, acquistato e destinato a nuova vita, verrà progressivamente popolato da alberi e arbusti, trasformandosi in uno spazio verde accessibile e condiviso. Non solo natura, ma anche comunità: sono previsti viottoli per attraversarlo e una casetta che diventerà un punto di riferimento didattico, un luogo in cui imparare, osservare e costruire consapevolezza ambientale.
Grazie a questo progetto è nata un’esperienza emozionante, quasi sorprendente nella sua intensità: mettere a dimora un essere vivente che crescerà nel tempo, che continuerà a esistere oltre di noi, capace di offrire ombra, bellezza e benessere a chi verrà dopo.
E forse è proprio questo il senso più profondo della giornata: ricordarsi che il futuro si costruisce anche così, con le mani nella terra.





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